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Leggende e curiosità sui trulli

Il patrimonio artistico, culturale, tradizionalistico e paesaggistico del nostro caro e amato Bel Paese è pressoché infinito: il nostro territorio, infatti, è letteralmente costellato da attrazioni e siti d’interesse riconosciuti a livello mondiale, nei quali si riversano milioni di persone ogni anno per ampliare il loro bagaglio culturale.

Una delle particolarità italiane maggiormente conosciute a livello internazionale si trova nel sud del nostro paese, più precisamente in Puglia: stiamo parlando dei trulli, le celebri abitazioni dall’architettura unica e irripetibile!

Tuttavia, dietro a queste chicche italiane si celano diverse curiosità e leggende che affondano le loro radici molto indietro nel tempo: quali sono quelle più conosciute

Curiosità storiche sui trulli

Non tutti conoscono la reale storia dietro la denominazione “trullo” riferita a queste abitazioni piuttosto particolari; nonostante la vera origine sia ancora oggi abbastanza sconosciuta, con ogni probabilità i primi a coniare questo termine furono i greci, i quali vollero attribuire l’espressione “tholoi” per definire una cupola posta al di sopra di una tomba.

Secondo altre fonti, invece, pare che il termine “trullo” provenga dal greco-bizantino “torullos“, parola che veniva usata per indicare la sala a cupola del palazzo imperiale.

Infine, molti attribuiscono questo particolare termine ad un’alterazione della parola “turris“, ossia “torre”.

Leggende e curiosità sui trulli, foto di www.famigliainfuga.com
Leggende e curiosità sui trulli
Foto di famigliainfuga.com

Ad ogni modo, il termine attuale è stato sicuramente dato a queste costruzioni in epoche assolutamente successive a quelle succitate; il bandolo della matassa che taglia la testa al toro è il nome che i locali, ossia gli abitanti di Alberobello, borgo che ospita i trulli, attribuiscono loro, definendoli “casedde“, letteralmente “casette”.

Quali sono le origini storiche di questo borgo e della costruzione dei trulli?

Le primissime testimonianze che riguardano la fondazione di Alberobello risalgono al XIV secolo, quando il conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona ideò un metodo pratico e piuttosto intelligente per bypassare l’editto denominato Prammatica de Baronibus, il quale sanciva l’introduzione di particolari tasse sugli immobili che includevano specifici materiali, come la calce.

Per aggirare tale editto, il conte ordinò la costruzione di case senza l’impiego di questi materiali, includendo semplicemente un intreccio di pietre a secco, le cosiddette “chiancarelle“.

Il patrimonio UNESCO pugliese proviene praticamente da un’idea del tutto illegale, operata per saltare a piè pari un editto governativo: si, la nostra storia è anche fatta da queste particolarità piuttosto bizzarre!

La costruzione di queste case non era un’opera semplice da realizzare: per questo, vennero impiegati i maestri trullari, speciali conoscitori dell’arte di costruzione a secco.

Lo scheletro del trullo è composto da pietra calcarea locale, ampiamente estratta nelle cave ubicate nei paraggi di Alberobello; il tutto è imbiancato dal latte di calce, il quale riveste completamente il sostegno e il cono interno del trullo.

Definite le origini storiche che si celano dietro la costruzione e la denominazione di queste particolarissime costruzioni, veniamo alle leggende che albergano dietro la loro tradizione: quali sono le più conosciute?

Le leggende riguardanti i trulli

Una delle leggende più celebri che vivono ancora oggi nelle vie del centro storico di Alberobello è quella che riguarda il Trullo Siamese, abitazione ubicata lungo il Rione Monti e che ha la particolarità di possedere due cupole congiunte tra loro.

La leggenda del trullo siamese di Alberobello
Trullo Siamese, foto via TripAdvisor

La leggenda e la tradizione vogliono che dietro questa forma abbastanza speciale del trullo vi sia l’antica proprietà di due fratelli: il più grande avrebbe dovuto prendere in moglie una ragazza che, però, amava suo fratello minore.

La legge del quieto vivere, ancora una volta, vinse, portando la famiglia a decidere di vivere insieme in un unico grande trullo.

Purtroppo, col passare del tempo, le tensioni sfociarono in un grosso litigio, al termine del quale si decise di modificare il trullo, costruendo due accessi separati; tale modifica è ancora oggi visibile e visitabile, anche grazie alla presenza di un terrazzo dal quale godere di una panoramica su tutto il centro abitato di Alberobello.

Una seconda leggenda che alberga tra i trulli della ridente cittadina pugliese riguarda un tesoro molto particolare, quello dei Santi Medici.

Trullo dei Santi Medici ad Alberobello
Trullo dei Santi Medici ad Alberobello

Prima di immergerci in questo racconto, è importante sottolineare che la città di Alberobello è devota a Santa Cosma e a San Damiano, ai quali è dedicata l’omonima basilica che sorge nel centro moderno della città.

In questa Basilica, secondo la leggenda, avvenne un grave misfatto: una famiglia paesana, arricchitasi rubando dei beni monetari e materiali alla povera gente locale, cosa che permise loro di soggiornare nel casale di Contrada Orlando, decise di fare uno step in più, andando a rubare il tesoro della Basilica dei Santi Medici.

La loro boria e la troppa sicurezza di sè stessi li portarono a tentare il colpo proprio nel giorno della festa patronale, durante la Santa Messa in onore dei patroni della città.

Durante la loro fuga, però, non si accorsero di non aver sottratto l’oro delle statue dei patroni: tornati indietro per rimediare alla dimenticanza, si avvicinarono alle due statue e, non appena le toccarono, vi rimasero attaccati, passando l’intera notte bloccati in quella posizione.

La mattina dopo, il parroco li trovò lì e suonò le campane per dare l’allarme: tuttavia, nonostante gli sforzi di molti volontari accorsi in soccorso, non si riuscì a staccare i due ladri dalle statue.

La sera della stesso giorno, gli abitanti di Alberobello proposero ai santi di punire in qualche modo i malviventi, maledicendo loro e le loro famiglie per 7 generazioni; improvvisamente, i ladri si staccarono dalle statue e furono invitati a tornare a casa.

Al loro ritorno, il casale iniziò a scricchiolare, dando segni di cedimento: la famiglia fece appena in tempo a scappare, prima che la loro abitazione crollasse su sè stessa, seppellendo i tesori rubati e le refurtive accumulate da anni di furti.

In quel modo, si compì la vera maledizione tanto invocata dagli abitanti della cittadina, facendo precipitare la famiglia malvivente nello stesso stato di indigenza nel quale si trovavano le vittime dei loro furti.

Due leggende dal triste epilogo, ma dalla valenza tradizionalistica e culturale molto importante, specialmente tra gli abitanti di Alberobello!

Il significato dei simboli sui trulli

Tra il mito e la storia, una delle leggende più affascinanti legate ai trulli è quella riguardante i misteriosi simboli presenti sulla parte frontale dei tetti dei trulli.

Trulli di Alberobello

Di cosa si tratta? 
Gli studiosi hanno dibattuto a lungo sul reale significato di questi simboli, riuscendo a identificarne ben 200 differenti.

Nel 1940, poi, hanno codificato e suddiviso tutti questi simboli in diverse tipologie, tutti con valore apotropaico: venivano infatti disegnati per difendere l’abitazione e allontanare le energie negative. 

Ci sono i simboli primitivi, graficamente molto semplici e rudimentali, che sono stati identificati perchè presenti anche su antichi vasi e tombe. 
Questa tipologia di simboli è prevalentemente numerica (numeri 3, 5 o 7) e comprende anche la svastica, un simbolo molto utilizzato in età antica per rievocare la ciclicità della vita.

Ci sono poi simboli pagani, riconducibili ad un antico culto degli animali di epoca romana. Tra questi troviamo l’aquila, il cavallo, il cane e il serpente. 

Non possono ovviamente mancare simboli magici, legati al mondo dell’astrologia e dei culti celesti. Tra questi, i più famosi, sono quelli legati al sole e alla luna e ai segni zodiacali. 

Infine ci sono simboli cristiani, che sono quelli più diffusi: il candelabro a sette bracci, la stella a sei punte o anche il cuore trafitto di Maria e il calice eucaristico. 

Dormire nei trulli: le strutture migliori

>> Leggi l’articolo completo “Dormire in un trullo, gli alloggi migliori”

Gli amanti dei soggiorni innovativi non potranno mancare l’esperienza di soggiornare nei trulli di Alberobello: le strutture ricettive, a questo proposito, sono molteplici, suddivise tra trulli rustici ed extra-lusso.

Ecco alcune delle proposte di Typney.

Trulli Indulge è una struttura moderna situata nel cuore degli ulivi tra Ostuni e Ceglie Messapica e a pochi minuti dalle paradisiache e cristalline spiagge bandiera blu. 

Dormi in un tipico trullo pugliese, nel cuore della Valle d’Itria, circondato da ulivi secolari e dai borghi più belli della Puglia. Scopri Casa Surya! 

Borgo Miceli a Martina Franca è una tipica casa pugliese, ex casa contadina, in cui venivano cresciuti ed allevati animali; Il trullo perfetto per il tuo relax